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cassette di sicurezza

Piove. Cerco di non far bagnare troppo la mazzetta dei quotidiani che reggo. Hanno titolato tutti sugli attacchi che sta subendo l’Italia da parte di speculatori internazionali senza scrupoli. Bene, nei momenti difficili bisogna alzare la tensione e unire la nazione. Arrivo sotto Villa Sciarra in perfetto orario. Il cielo è nero. Pioverà tutto il giorno, è di buon augurio. Sposa bagnata, sposa fortunata.

Non prendo quasi nulla dal buffet della figlia di Vittorio Torviscosa. L’ex presidente di Confindustria che fu anche AD di Poste Italiane ai tempi di Ciampi. Sua figlia Lavinia sposa il rampollo della famiglia Barenson. Matrimonio con invitati illustri. Io non mangio mai la mattina e sono qui per lavorare. Ho appuntamento con l’Ingegner Monzi. A quanto pare a Roma sta per succedere il finimondo.

Conosco l’Ingegner Monzi dai tempi di Mosca. Lui lavorava all’ENI. Poi negli anni della mia pensione sul Mar Nero lui è tornato in Italia, è entrato in politica e adesso lavora al Ministero.

E’ il mio contatto principale con il Segretario del Ministro. Quando si rivolgono a me per questioni generiche legate alla macropolitica mi mandano il Segretario del Ministro. Quando la faccenda è più delicata, ma soprattutto più sporca mi mandano l’Ingegner Monzi.

Abbiamo un problema”, mi fa l’Ingegner Monzi dopo essersi servito un pezzo della torta nuziale, “le cassette del Milanese”, “quelle che il magistrato ha chiesto di aprire?”, “si, le faranno aprire perchè i padanos non ci stanno più. Daranno l’assenso in Parlamento. Verranno fuori dei nomi scomodi e dobbiamo iniziare a parare il colpo, prima che sia pubblico. Oggi diranno si all’arresto di Papas, domani toccherà al Milanese. Abbiamo poco tempo”, “chi c’è dentro?”, gli chiedo perché devo sapere quanto è grave la situazione. “Su alcuni nomi siamo tranquilli. Usciranno ancora Vedini e Carbone ma non è un problema”, “i loro nomi vengono fuori sempre. Sarà facile farle passare per il solito gossip senza valenza penale”, “c’è anche Bitolaso”, “che non occupa più quella posizione e quindi finirà in niente”, “il problema sarà che verrà fuori la Libia”. Guardo l’Ingegner Monzi negli occhi, so che sta per tirare fuori la grande autostrada in Libia che aveva promesso il Governo. “Nomi nuovi?”, chiedo. “Qualcuno, Finecanica e Lisegi, banche”, “soldi?”, chiedo, “non tantissimi, soprattutto favori”, mi fa l’Ingegner Monzi “e amicizie”, “amicizie dove?”, chiedo, “amicizie Oltretevere”, allude L’Ingegnere mimando con le dita il segno di croce, “e anche nell’arma e nella Guardia”, “amicizie di un tempo?”, “amicizie fin troppo attuali e uscirà fuori la vera natura della neonata Banca del Meridione che era gestita di fatto da Milanese”.

Bisogna continuare a prendere le distanze dal Milanese”, gli dico “dobbiamo dire che tramava nell’ombra, che faceva tutto per il suo tornaconto”, “abbiamo paura che coinvolga il Sottosegretario e anche il Ministro”, “che non c’entra nulla”, aggiungo subito io, “è una personalità cristallina, che lavora duro per l’Italia. Anzi è proprio grazie a lui se non abbiamo fatto la fine della Grecia. Dobbiamo rafforzare il Ministro. È un uomo delle istituzioni che lavora duro per il suo paese. Dobbiamo attribuirgli tutti i meriti per aver superato la crisi e di aver frenato la vendita dei titoli di stato e salvato il Paese con una manovra dura ma necessaria”. L’ingegner Monzi annuisce, “allora che facciamo?”, chiede. “Prima iniziamo a proteggere gli amici. Diciamo che il Milanese non era nessuno, solo un tecnico, bravo ma un tecnico. Dalle sue decisioni non sono mai arrivate scelte per il paese. Diciamo che faceva un semplice lavoro impiegatizio al Ministero. Si, robe legate ai conti economici della nazione, contabilità. Diciamo che Milanese ha usato il suo posto per proprio tornaconto, era un cospiratore”, “come facciamo?”, chiede ancora l’ingegner Monzi “lo scarichiamo?”, “hanno ragione i padanos, scarichiamoli tutti e facciamo adesso. Facciamo un rogo unico con Birignani e gli altri. Facciamo scoprire in quelle cassette i segreti decisivi della Nuova P2 e tutte le carte tra Banca del Meridione e Oltretevere. Che la chiamino come vogliono i giornali. Facciamo finta che ci siamo costretti dalle pressioni dei padanos e leviamoci questo fastidio”. L’ingegnere annuì,  era la soluzione migliore.

Esco fuori all’aperto, cerco di prendere al volo il primo taxi. Continua a piovere, presto avrebbe cominciato a piovere merda. Apro l’ombrello, indosso un bell’abito sartoriale e sarebbe un peccato rovinarlo con degli schizzi.

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